Ripristino di un host xen in emergency mode

Posted: 11 novembre 2011 by Davide Pala in Citrix, xenserver

Può capitare che un host xen a seguito di un arresto mal riuscito non riesca a contattare il pool master e finisca in emergency mode. La modalità di emergenza è una sorta di autoprotezione dell’host xen caratterizzata dalla  disattivazione di tutte le interfacce (compresa la managment, di fatto nell xsconsole sotto la voce managment interface si ha il messaggio “no interface present”). Per verificare se un host xen è in emergency è sufficente agire sulla shell locale dell’host incriminato e dare il comando xe host-is-in-emergency-mode. Nel caso in cui la risposta sia true allora l’host è effettivamente in emergency. Vediamo ora come “resuscitarlo” e riagganciarlo al pool:

  • Riattiviamo l’host facendolo uscire dalla modalità emergency con il comando xe pool-emergency-transition-to-master
  • Riavviamo l’host
  • Verifichiamo che l’host non sia più in emergency con il comando  xe host-is-in-emergency-mode. A questo punto la risposta deve essere false
  • Configuriamo la managment interface
  • Reimpostiamo il master con il comando xe pool-emergency-reset-master master-address=xx.xx.xx.xx dove le x stanno per l’ip del pool master.
Et voilà, l’host è servito!

Configuring Vyatta router for use with my lab environment

Posted: 10 agosto 2011 by Adriano Criscuolo in Uncategorized

Configuring Vyatta router for use with my lab environment.

Salve a tutti,
è recente l’annuncio di Microsoft del rilascio di Windows thin PC, una versione di windows 7 customizzata per essere eseguita su pc non proprio recenti e che sostituisce windows FLP.
Con questo prodotto chi ha sottoscritto SA potrà in linea di principio estendere la vita dei propri pc portando ovviamente al centro le proprie applicazioni o facendoli collegare ad un desktop virtuale…onestamente l’idea che su un thinclient ci sia windows è indubbio che non alletterà i più, specie per il fatto che va patchato e dotato di antivirus in linea di principio, ma questa non è la sede per disquisire dei pro e contro di una soluzione del genere.
Quello di cui mi accingo a descrivere i passi serve a fornire un’alternativa al modello proposto da Microsoft specificatamente per accedere ad infrastrutture VDI e nel nostro caso a XenDesktop facendo fare boot ai nostri vecchi pc aziendali tramite un livecd o una chiavetta autopartente o un server PXE trasformandoli appunto in thinclient.
Partiamo da una macchina virtuale o un pc qualunque su cui andremo ad installare Ubuntu 10.04 LTS – Long-term Support scaricabile da http://www.ubuntu-it.org/Ottenere_Ubuntu/download.shtml
Finita l’installazione definiamo la password di root con il comando “sudo root passwd” e poi installiamo Remastersys sulla VM (richiede collegamento ad internet):
Aprite il vostro sources.list ed incollateci un nuovo repository.
sudo gedit /etc/apt/sources.list
nel file di testo che si apre incollate questa riga:
deb http://www.remastersys.klikit-linux.com/repository remastersys/
salvate, aggiornate il sistema.
sudo apt-get update
installate il programma scrivendo:
sudo apt-get install remastersys
alla fine troverete installato remastersys sotto sistema – amministrazione – remastersys backup.

Procediamo quindi con l’installazione del client Citrix Receiver:
sudo apt-get install libmotif3 (installa le librerie OpenMotif)
sudo ln –s /usr/lib/libXm.so.3.0.2 /usr/lib/libXm.so.4
Andiamo sul sito di citrix e scarichiamo sul desktop il receiver http://www.citrix.com/English/ss/downloads/details.asp?downloadId=3323&productId=186&c1=sot2755#top
scompattiamo il pacchetto
tar –xzvf linuxx86-11.10000-158406.tar.gz
Lanciamo lo script di setup
sudo ./setupwfc

Select a setup option:
1. Install Citrix Receiver for Linux 11.10000
2. Remove Citrix Receiver for Linux 11.10000
3. Quit Citrix Receiver for Linux 11.10000 setup
Enter option number 1-3 [1]: 1
Please enter the directory in which Citrix Receiver for Linux is to be installed.
[default /usr/lib/ICAClient]
or type “quit” to abandon the installation:
You have chosen to install Citrix Receiver for Linux 11.10000 in /usr/lib/ICAClient.
Proceed with installation? [default n]: y
CITRIX(R) LICENSE AGREEMENT
Use of this component is subject to the Citrix license covering the
Citrix product(s) with which you will be using this component. This
component is only licensed for use with such Citrix product(s).
CTX_code EP_T_A34320
Select an option:
1. I accept
2. I do not accept
Enter option number 1-2 [2]: 1
Installation proceeding…
Checking available disk space …
Disk space available 16311224 K
Disk space required 6923 K
Continuing …
Creating directory /usr/lib/ICAClient
Core package…
Setting file permissions…
Integrating with browsers…
Browsers found.
Integration complete.
Do you want to integrate Citrix Receiver with KDE and GNOME? [default y]: y
Do you want GStreamer to use the plugin from this client? [default y]: y
Do you want to install USB support? [default n]: y
* Starting Citrix USB daemon [ OK ]
Select a setup option:
1. Install Citrix Receiver for Linux 11.10000
2. Remove Citrix Receiver for Linux 11.10000
3. Quit Citrix Receiver for Linux 11.10000 setup
Enter option number 1-3 [2]: 3
Quitting Citrix Receiver for Linux 11.10000 setup.

Carichiamo eventuali certificati di root qualora si acceda a xendesktop tramite secure gateway copiando i CA root certificates in /usr/lib/ICAClient/keystore/cacerts/

Sistemiamo un paio di cosette per la USB redirection:
1 – dalla Debian menu bar selezioniamo Desktop > Preferences > Removable Drives and Media, e sul tab Storage, sotto Removable Storage, leviamo il check su “Browse removable media when inserted”.
2 – decidiamo come il virtual desktop deve gestire i dispositivi USB precedentemente connessi al pc usando il settaggio “DesktopApplianceMode” nella sezione WfClient nel file /usr/lib/ICAClient/config/module.ini come segue:
[WfClient]
DesktopApplianceMode = True | False
dove
TRUE: Any USB devices that are already plugged in start up provided the device is not disallowed with a Deny rule in the USB policies on either the server (registry entry) or the client (policy rules configuration file).
FALSE: No USB devices start up.

Impostiamo il login automatico dell’utente corrente alla sessione GNOME:
1 – Scegliere System->Administration->Login Window .
2 – Selezionare Sicurezza e scegliere Abilitare login automatico.
3 – Scegliere l’account con cui effettuare il login.

Impostiamo come homepage di firefox la webinterface di xendesktop;

Impostiamo il lancio automatico al login di Firefox:
1 – Scegliere System->Preferences->Sessions
2 – Si aprirà la finestra Sessions, nella quale inseriremo i programmi che vogliamo vengano eseguiti all’avvio. Leviamo il flag da tutti quelli che non ci interessano (praticamente quasi tutti) e ne aggiungiamo uno nuovo premendo il pulsante Aggiungi e compilando i tre campi che sono presentati: quello importante è il secondo dove andremo a scrivere /usr/bin/firefox o solo firefox

Arriviamo quindi al momento in cui eseguiamo una pesante scrematura di tutto il superfluo presente sull’installazione dall’Ubuntu Software Center, un programma di disinstallazione da GUI veramente fin troppo banale per starvi a dire cosa fare: la morale è che meno roba c’è installata e più la iso è piccola…fate vobis.

Fatto questo lavoro certosino possiamo infine procedere alla creazione della iso richiamando remastersys sotto System->Administration->remastersys backup.
Si apre la finestra del programma e per crearci la nostra iso personalizzata, basterà lanciare il programma scegliete la prima voce ” backup complete system including user data”. Dopo un numero finito di minuti (più siete stati bravi a scremare e meno saranno i minuti d’attesa) avremo la iso dentro /home/remastersys/custom.iso

Avete quindi 3 opzioni:
A – copiarvi la iso su una usb pen e masterizzarla
B – vi fate una usb pen autopartente con http://unetbootin.sourceforge.net/
C – mettete su una macchina linux un server PXE … https://help.ubuntu.com/community/PXEInstallServer e https://help.ubuntu.com/community/DisklessUbuntuHowto possono essere dei validi punti di partenza

Ebbene, dopo circa 4 ore di lavoro avrete l’ambiente in piedi funzionante…meglio di così!
Arrivederci a tutti,
Lorenzo Di Palma

2010 in review

Posted: 2 gennaio 2011 by Adriano Criscuolo in Uncategorized

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads This blog is doing awesome!.

Crunchy numbers

Featured image

A helper monkey made this abstract painting, inspired by your stats.

A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 4,300 times in 2010. That’s about 10 full 747s.

In 2010, there were 5 new posts, growing the total archive of this blog to 46 posts.

The busiest day of the year was May 3rd with 35 views. The most popular post that day was Installare CentOS su XenServer 5.5.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were forums.citrix.com, google.it, robertocespa.com, it.wordpress.com, and forum.aspitalia.com.

Some visitors came searching, mostly for batch export xenserver, xenserver backup vm, move xva to different server in pool, sysprep windows 2003, and vyatta.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Installare CentOS su XenServer 5.5 March 2010
3 comments

2

Uno Xen Virtual Consolidated Backup Server artigianale. September 2009
4 comments

3

Licensing Microsoft: MAK e KMS October 2009

4

Esportazione di mailbox Exchange 2007 su PST September 2009
5 comments

5

VMs BACKUP on XENSERVER September 2008
5 comments

Finding a Better Way to Estimate IOPS for VDI » ocb – Citrix Community.

De-Registrare XenClient dal Synchronizer

Posted: 1 ottobre 2010 by Adriano Criscuolo in Uncategorized

Riporto un interessante articolo del supporto Citrix su come deregistrare un computer XenClient dal suo Synchronizer. Attualmente questa possibilità non è presente nelle normali opzioni di configurazione del sistema. L’abbiamo provata e funziona perfettamente, al termine dell’operazione le VM presenti sul pc XenClient rimangono presenti e funzionanti. In questo modo si può scegliere di operare in standalone oppure di collegarsi ad un altro Synchronizer.

We have a workaround that will allow you to deregister your XenClient device from the Synchronizer. As a result of this, all your VMs that you downloaded from the Synchronizer will now become local VMs and are disassociated from the Synchornizer. Once you reboot you XenClient device after running through the steps listed below, you will no longer be asked to login to your XenClient device using your Synchronizer account.
This will allow you to register your laptop now to a Synchronizer 1.0 GA version that has either been upgraded from RC2 or is a fresh install. Note, we are actively working on enabling upgrades from RC2 to GA version of the Synchronizer.
 

 

Steps to de-register your XenClient device from Synchronizer
Step 1: Start your XenClient device, and hit ESC when the bootsplash XenClient image is shown.Step 2: Using your arrow keys, scroll down to the boot option XenClient Technical Support Option: console accessIf you get an error message stating An error has occurred on this launch or the previous, ignore it and let the boot process completeStep 3: On the login prompt, use your root account and password that you setup during installation of XenClient

Step 4: Run the following command, and note the IP address. You will need this later to login to your XenClient device via ssh

ifconfig brbridged

Step 5: Reboot your XenClient device and allow the regular boot process to complete by running

reboot

Step 6: Using an ssh client, ssh into your XenClient device using the IP address you noted in step 4.

Step 7: Login to the XenClient ssh session

Step 8: Copy-paste the following commands into your ssh session one by one, hitting enter after each command.

SHUTDOWN_VMS="managed_vms.each { |vm| vm.shutdown() rescue nil if vm.running? }"

UNMANAGE_VMS="managed_vms.each { |vm| vm.unmanage() rescue nil }"

GET_VMS="managed_vms, local_vms = xenmgr.get_all_vms.partition { |vm| vm.is_managed }"

sed -i "s/\($SHUTDOWN_VMS\)/\1\n$UNMANAGE_VMS\n$GET_VMS/" /usr/sbin/bed-deregister

bed-deregister -f

reboot

 

 

You should now be able to access all your VMs.

XenClient: Come abilitare SSH SERVER sul SYNCHRONIZER

Posted: 30 settembre 2010 by Adriano Criscuolo in Uncategorized

Può tornare utile collegarsi tramite WinScp alla VM del Syncronizer Server per copiare o prendere delle immagini… 

sudo ssh-keygen -t rsa -f /etc/ssh/ssh_host_rsa_key

 sudo /etc/init.d/ssh start

XenServer: Aggiungere una Route Statica

Posted: 18 marzo 2010 by Adriano Criscuolo in Citrix, xenserver
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La maniera più semplice e veloce potrebbe sembrare quella di utilizzare un semplice route add.
In un contesto di Resource Pool la modalità più completa nonchè quella ufficiale è quella di utilizzare i comandi di XenServer:

xe network-param-set uuid=<Network UUID> other-config:static-routes=<network>/<bitmask>/<gateway IP>

Per ottenere il Network UUID: xe network-list

Es.

xe network-param-set uuid=95eb9498-9388-b2e6-3582-6875f35e5e70 other-config:static-routes=192.168.123.2/32/10.250.254.254

Riavviare l’host XenServer per rendere effettivi i cambiamenti.

Installare CentOS su XenServer 5.5

Posted: 11 marzo 2010 by gescadipalma2 in Uncategorized
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Buona sera,
qualora vogliate installare CentOS o un qualunque redhat-like OS sul suddetto hypervisor sicuramente vi capiterà di leggere cose strane, delle più disparate, non proprio chiarissime e spesso fuorvianti.

Il presente articolo vuole fare un po’ di chiarezza in merito con la speranza di farvi evitare fittizie installazioni paravirtualizzate di linux su un hypervisor dove la in ambiente linux è un “dovere”.
I più riscontreranno che montando una bella iso di svariate centinaia di megabyte e selezionado il template di CentOS o affini da xenserver non parta un bel niente, anzi, si riceva un errore che ci segnala che la sorgente per l’installazione non è valida o similari. Poi per magia, se invece selezioniamo “Other install media” tutto parte (WOW!), quindi procediamo all’installazione del s.o. e poi installiamo i fatidici xentools…fatto! Tutto ok? Manco per niente: abbiamo creato un’istanza di linux alla maniera in cui lo si farebbe col vmware di turno (nulla di personale…solo una constatazione per chiarire che non è paravirtualizzazione…).
Ben diversa cosa è la paravirtualizzazione per ottenere la quale, nel caso precedente, dovremmo procedere alla successiva importazione e attivazione del kernel xen, con conseguente altro lavoro in più.
A questo punto la domanda sorge spontanea:”ma perchè complicarsi la vita?”

Infatti non vi spiegherò come fare la suddetta operazione, ma solo un modo molto più agevole, sbrigativo e testè collaudato dal sottoscritto:

1) aprite una bella shell su un host del pool e lanciate i seguenti comandi;

2) xe vm-install templare=CentOS\ 5.3 new-name-label=<nome che ci pare> sr-uuid=<uuid dello storage repository>
(per vedere l’uuid dello Storage Repository che ci interessa dare un’occhiata all’output di questo comando: xe sr-list name-label=<nome dell’SR che vediamo dallo xencenter)

3) A questo punto vediamo che la VM è stata creata e volendo, o da CLI o da GUI gli possiamo aggiungere una vNIC

4) Aggiunta la vNIC segniamoci l’uuid della VM appena creata col seguente comando: xe vm-list name-label=<nome della VM visto dallo xencenter>

5) Andiamo quindi a dichiarare il path su internet dove andare a pescare i files necessari: xe vm-param-set uuid=<l’output del precedente comando> other-config:install-repository=http://216.104.47.250/CentOS/5/os/i386/ (ho messo l’ip, ma anche yum.singlehop.com va bene)

6) accendiamo la VM e incominciate a seguire il wizard testuale per l’installazione da rete…andrà a prendersi i files di installazione direttamente da internet, senza dover preventivamente scaricare nulla

Buon lavoro,

Lorenzo Di Palma

Sebbene non sia una notizia recentissima, al seguente indirizzo è possibile scaricare la versione Express di Citrix Essentials for Hyper-V.

http://deliver.citrix.com/go/citrix/ehvexpress

Come per altri prodotti Citrix nel recente passato, vedi XenDesktop Express e Netscaler VPX Express, il prodotto è assolutamente gratuito ed ha il limite di gestire al più due nodi HV ed un solo storage FC o iSCSI.

La Express Edition include anche StorageLink e, cosa molto interessante, nei link dei vari download è possibile scaricare una versione trial della durata di 30 giorni di DataCore™ Virtual SAN Appliance for Citrix Essentials che gira sempre sull’hypervisor di Microsoft, avente le seguenti caratteristiche:

  1. Pool up to 1 Terabyte of disk space
  2. “Thin Provision” storage to your virtual machines. See how much capacity it saves!
  3. Speed up application performance using surplus server memory to cache I/Os from the virtual SAN
  4. Snapshot: Instant Volume Cloning and Fast Disk-to-Disk Backups

La scelta di proporre un appliance virtuale DataCore è sicuramente interessante, specie se pensiamo che DataCore sviluppa prodotti che servono a trasformare uno o più server in un gateway FC o iSCSI che accelera le performance di tutti i sistemi di storage che gli andiamo ad agganciare nel nack-end (dal Jbod SATA allo storage FC)…come fa? A livello logico il software trasforma il nostro server, nel caso dell’appliance è una virtual machine, in uno storage + controller iSCSI, mentre la RAM del server verrà usata come cache per celare la lentezza di I/O dei dischi che nel caso di questa vm che gira sotto Hyper-V sono dei semplici VHD.

Volendo, quindi, se si acquistasse l’appliance di Datacore nella sua versione base potremmo avere in virtuale (il che significa trarre tutti i vantaggi della virtualizzazione in termini di resilienza) uno storage iSCSI a tutti gli effetti con funzionalità degne di un prodotto enterprise e soprattutto con performance sicuramente interessanti visto qual è il meccanismo di funzionamento della vm DataCore.

E’ evidente che avremmo tutto quello che ci serve per realizzare una piccola farm Hyper-V, dotata di strumenti di management evoluto, con uno storage dalle performance, magari non strabilianti, ma sicuramente degne di nota, ad un costo che penso sarà altrettanto interessante…dico “sarà” perchè non so quanto costi l’appliance di DataCore.

Molte piccole aziende che ad oggi si vedono frenate nell’approcciare la virtualizzazione per via dei costi iniziali, specie nel dimensionamento dei dischi dello storage, sicuramente apprezzerebbero questa soluzione.

Lorenzo Di Palma